03/08/2009

Il caso Gladio

gladio1.jpgPer oltre un decennio, dopo la caduta del muro di Berlino, una campagna di intossicazione ha strumentalizzato gli episodi di violenza politica, dagli attentati alle stragi, per costruire una falsa storia d'Italia.

La disinformazione militante dei partiti e dei movimenti della sinistra marxista, eredi del comunismo nazionale ed internazionale ha cercato di accreditare la tesi che una unica regia, atlantica e filo occidentale, che avrebbe sovrainteso a tutti gli episodi di strage avvenuti dalla fine della seconda guerra mondiale al termine della "guerra fredda".

Il "Caso Gladio" ha rappresentato la punta massima di questa "operazione" di intossicazione dell'opinione pubblica e i procedimento giudiziari che si sono susseguiti negli anni e che sono terminati con la piena assoluzione degli ufficiali che comandavano questa "Organizzazione Militare Speciale" fissata con la sentenza della II Corte di Assise di Roma il 3 Luglio 2001, sono stati per anni lo strumento principale da cui sono derivati tutti gli altri articolati "attacchi" alla verità.

Molti libri sono stati scritti, una gigantesca campagna stampa e televisiva per anni si è sviluppata per sostenere le tesi di questa falsa storia che ha inquinato in maniera profonda la coscienza degli italiani e minanto alla radice i fondamenti della nostra identità nazionale.

Di fronte alla chiarissima assoluzione un fragoroso e imbarazzato silenzio ha rappresentato la risposta che il mondo della informazione italiano ha saputo dare all'opinione pubblica sul risultato finale di anni di sospetti, e di supposizioni infamanti di alcuni dei più importanti e accreditati uomini politici, opinionisti e uomini di cultura del nostro paese.

Hanno taciuto Scalfari e Bobbio, nessun commento da Ochetto e Cossutta, silenzio assoluto dalle decine di giornalisti che, per più di dieci anni con migliaia di articoli avevano annunciato di volta in volta le sensazionali scoperte e gli orribili segreti che le indagini sulla Gladio avrebbero rivelato.

Cosa era veramente l'Organizzazione Militare Speciale "GLADIO"?

Era una "speciale" organizzazione militare segreta anti invasione, il cui addestramento era curato da una particolare sezione dei Servizi Segreti Militari della Repubblica Italiana, erede della famosissima "Sezione Calderini" che durante la Resistenza aveva sovrainteso alle missioni congiunte con gli alleati nel territorio occupato dai tedeschi dal 1943 al 1945.

Dall'epoca della sua fondazione nel 1956 fino alla sua improvvida "rivelazione" e alla campagna mediatica e giudiziaria che la investì ,il più assoluto segreto coprì le sue attività addestrative e le linee guida  per la sua attivazione ed impiego.

La disinformazione rossa

La vita dell'Italia repubblicana è stata caratterizzata da una imponente, progressiva e purtroppo vincente, attività di disinformazione da parte dei partiti marxisti e post-marxisti, sul tema dei cosidetti "misteri d'Italia", che ha determinato un profondo inquinamento della opinione pubblica. Mistificanti "luoghi comuni" fanno ormai parte della nostra identità.

E l'identità nazionale viene cosi  sempre di più percepita dai cittadini, in particolare dalle generazioni più giovani, in termini distorti e contradittori, proprio per i perversi  effetti di una "falsa storia" che, progressivamente ha sostituito quella vera.

Attraverso una vera e propria "occupazione" dei media, la vita democratica Italiana  è stata messa  progressivamente sotto tutela  da un progetto "egemonico" sulla informazione, estremamente sofisticato che  ha utilizzato i capisaldi una  storia artificialmente alterata, per giustificare la complicità e l'acquiescenza del PCI e dei suoi alleati con  i sanguinari  regimi dittatoriali dei paesi del "socialismo reale". Quello, che nelle società liberali è compito specifico di ogni opposizione democratica, che con il serrato confronto verifica le "verità ufficiali " delle maggioranze, si è trasformata in una sistematica attività disinformativa, perchè fatta dalle sinistre marxiste con l'obiettivo di trovare solo i "colpevoli"politicamente  più comodi al proprio progetto politico di avvicinamento e conquista del potere. E questo, oltre al resto, ha consentito ai veri colpevoli di efferati delitti, di non essere identificati e puniti, mentre cittadini innocenti, rispetto a quei reati, venivano portati in giudizio.  

Progetto "egemonico", continuato anche dopo la caduta del muro di Berlino e perseguito fino oggi con grande determinazione, con la creazione di "luoghi comuni" entrati nell'immaginario collettivo e percepiti, dalla opinione pubblica disorientata, come verità "a priori" che, solo da poco, cominciano ad  essere contestate da  qualche, ancora insufficiente, attività di controinformazione. 

Questo spazio nel sito, appunto di "controinformazione", è stato creato nella speranza di offrire ai navigatori l'accesso a documenti, testi, atti , indispensabili o anche solo utili a contrastare il radicarsi nella società italiana  di  questi pericolosissimi "luoghi comuni",  per cui l'aggressore diventa l'aggredito e il traditore viene presentato come un patriota. Le centrali che hanno promosso le campagne di "intossicazione" che qui vengono denunciate  vorrebbero spegnere per sempre negli italiani la tentazione di verificare se, quello che passa per essere politicamente corretto, sia anche storicamente esatto e non il frutto di manipolazioni e depistaggi interessati. L'arma usata è quella di esporre chi non si adegua al pensiero unico dominante, che fa moda e determina successi e carriere, alla demonizzazione politica, alla delegittimazione intellettuale.

Per noi sarebbe premio sufficente aver contribuito ad instillare un dubbio sulla verità di alcune "versioni" di comodo della nostra  recente storia nazionale e suscitare il desiderio di un approfondimento, anche in uno solo di coloro che, abituali navigatori del web o neofiti, ci avranno, per avventura o per scelta, visitato.